musei capitolini

Musei Capitolini virtuali con Google Art Project

Street View ci ha portati nelle strade di tutto il mondo, ormai possiamo facilmente camminare virtualmente lungo Rodeo Drive in Los Angeles piuttosto che nei vicoli medioevali un borgo della Bretagna.
Con l’avvento di Google Art Project da qualche anno possiamo visitare oltre 150 musei e luoghi d’arte in 40 paesi di tutto il mondo, dalla National Gallery di Londra, alla Reggia di Versailles, dal MoMA di New York all’Ermitage di San Pietro Burgo.
Inizialmente l’unico museo italiano ad aderire era la Galleria degli Uffizi, a Firenze, da aprile 2012 aderiranno al Google Art Project anche i Musei Capitolini di Roma.

Con un semplice click sullo schermo si potrà girovagare nelle gallerie, ammirare le opere, dalla statua della Lupa Capitolina alle grandi tele. Uno strumento che ovviamente non sostituisce l’emozione di vedere un dipinto dal vivo, ma che consentirà di approfondire la storia dell’opera, la biografia dell’autore, fare collegamenti con altre opere, anche di altri musei, ed anche ingrandire dettagli invisibili ad occhio nudo, come sottolineato dall’assessore alle Politiche Culturali di Roma, Dino Gasperini.
I Musei Capitolini hanno già da qualche tempo avviato un percorso di innovazione tecnologica, avviando un sistema di approfondimento delle opere attraverso lo smartphone oppure nuovi sistemi di fruizione dell’arte da parte dei diversamente abili.

musei capitolini

Gianni Alemanno, sindaco di Roma Capitale, l’adesione al Google Art Project “rappresenta per i Musei Capitolini una grande opportunità di ulteriore diffusione dell’immenso patrimonio culturale della nostra città”, e Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale ha aggiunto che, anche se vedere le opere al computer non può sostituire la visione dal vero, può comunque “offrire degli strumenti che consentono di valorizzare la fruizione stessa. Dettagli non visibili ad occhio nudo, possono qui essere ingranditi e indagati, consentendo molteplici e nuove letture delle opere”.
L’arte e l’ingegno antico si sposano quindi con le più moderne tecnologie, per migliorare la

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