La rivalità tra Bernini e Borromini

La rivalità tra Bernini e Borromini

La storia dell’arte è piena di contrapposizioni ed antagonismi, veri o presunti, tra grandi artisti, come tra Michelangelo e Leonardo, o la rivalità tra Bernini e Borromini, combattuta a colpi di ingegno nel magnifico scenario di Roma.
Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini, entrambi vissuti in pieno XVII secolo, hanno regalato a Roma alcuni dei capolavori più rappresentativi del barocco italiano.

Gian Lorenzo Bernini era nato a Napoli, ma trascorse a Roma quasi tutta la vita, fu un grande architetto e pittore, sebbene sia conosciuto soprattutto per il suo talento nella scultura. Secondo molti storici fu il vero fondatore della scultura barocca.

Francesco Borromini introdusse il linguaggio figurativo nello stile barocco, la sua arte era fatta di linee sinuose e di contrasti.
Borromini, solitario e chiuso, venne presto in contrasto con il Bernini, estroverso e ben introdotto nella corte papale, facendo nascere una lotta serrata per le commissioni dei lavori più importanti di Roma.

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Secondo una leggenda i due artisti stavano lavorando entrambi a piazza Navona, il Bernini per la celebre fontana di Quattro Fiumi, e Borromini per la Chiesa di Sant’Agnese in Agone.
Due statue della fontana rivolgerebbero, secondo la tradizione popolare, uno sbeffeggio all’opera di Borromini: il Rio della Plata solleva un braccio per ripararsi dal crollo dell’edificio, mentre il Nilo si copre la testa con un velo per non guardare la bruttezza della chiesa.
D’altra parte Borromini pose una statua di Sant’Agnese in corrispondenza della fontana, così che sembrasse che le figure avessero paura di una donna.

piazza navona

Molti storici asseriscono che questa sia solo una leggenda, mentre è indubbiamente vera una delle storie sulla rivalità tra Bernini e Borromini.
La commissione della costruzione di palazzo di Propaganda Fide, in piazza Mignanelli, era stata tolta a Bernini in favore del rivale, che fece scolpire due orecchie d’asino nell’angolo vicino alla casa di Gian Lorenzo. A sua volta il Bernini scolpì un enorme membro maschile che puntava verso il cantiere del Borromini.
Solo l’intervento delle autorità costrinse i due avversari a rimuovere le reciproche “accuse”.

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