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Roma celebra la giornata della Memoria

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche, durante la loro avanzata verso Berlino, entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz, il più terribile simbolo della persecuzione contro gli Ebrei.
Dal 2000 questa data è stata riconosciuta come Giornata della Memoria, per commemorare le vittime della Shoah e mantenere vivo il ricordo di quei tragici avvenimenti.
Fino al 30 gennaio 2012 la “Casa della Memoria” organizzerà degli incontri con i ragazzi delle scuole, letture, proiezioni di film e documentari.
Si potrà anche visitare la toccante mostra “1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia Documenti per una storia”. L’evento si compone di quindici sezioni che affrontano vari tempi della persecuzione antisemita, come la storia degli “Ebrei nell’Italia unita”, “Antisemitismo e razzismo”, “Ebrei e Italia fascista”.
Un viaggio lungo la terribile adesione dell’Italia alle teorie naziste, dalla limitazione dei diritti sfociata nella persecuzione sociale (dal 1938 al 1943), fino ai difficili moneti dell’occupazione tedesca e della Repubblica di Salò, terminati con la liberazione ed il ritorno alla “normalità” nel dopoguerra.

Giornata della Memoria: iniziative a Roma
La mostra è stata curata dall’Associazione Romana Amici D’Israele e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Numerosi altri eventi sono stati organizzati a Roma per quest’occasione, ad esempio giovedì 26 gennaio, duecento studenti romani, insieme all’Assessore De Palo visiteranno, la Sinagoga di Roma per partecipare alla cerimonia di commemorazione organizzata dalla comunità ebraica, cui parteciperanno anche alcuni ex deportati sopravvissuti.
Il giorno successivo, sempre per gli studenti, sarà tenuta una rappresentazione teatrale sulla vita dell’artista Figenstein, internato in Italia nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia.
Secondo l’assessore De Palo “mantenere la memoria della Shoah è un dovere ed un’opportunità per Roma, perché come tutte le altre tragedie del Novecento, costituisce la base della nostra democrazia”.

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