Il Monte dei Cocci a Roma

Il Monte dei Cocci a Roma

Tutti conoscono i famosi sette colli di Roma, ma forse pochi sanno che oltre a quelli storici c’è anche uno un po’ particolare, il Monte dei Cocci.
A differenza degli altri, infatti, questa collina è artificiale, poiché si tratta in realtà niente meno di una discarica dell’antica Roma.
Il Monte dei Cocci, nel quartiere Trastevere, infatti, era il munto dove venivano gettate le anfore scaricate dalle navi arrivate nell’Urbe, soprattutto vasi di olio provenienti dall’odierna spagna e dall’Africa.
Con il passare del tempo sono state ordinatamente disposte e cosparse di calce presumibilmente 25 milioni di anfore, che hanno creato una piccola collina, l’attuale Monte dei Cocci, alta circa 30 metri e larga oltre 100.

Lo strato più superficiale del monte dei Cocci è formato da detriti databili tra il 140 d.C. e la metà del III secolo, sebbene gli strati più profondi siano probabilmente più antichi.
Tra il XIII ed il XIV secolo vi si tenevano i Ludus Testaccie, i giochi cruenti molto amati dalla popolazione, che prevedevano lotte con i tori e la “ruzzica de li porci”, durante la quale dei maiali venivano lanciati un carretto dal monte e poi catturati dalla gente.

Successivamente il Monte dei Cocci divenne il Golgota nella rappresentazione della via Crucis, mentre per festeggiare la vendemmia, erano la sede delle famose Ottobrate romane.
Nel XVII secolo Pietro Ottini e Domenico Coppitelli acquistarono molti terrenei ed aprirono i “grottini”, piccole grotte ricavate dai fianchi della montagna, per farvi delle osterie, oggi diventati rinomati locali e ristoranti.

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